VANITY FAIR, 22 Luglio 2004
DONNA BIANCA PARTORIRAI UN BASTARDO
DI ERRI DE LUCA
UNO ZINGARO BELLISSIMO, LE LEGGI RAZZIALI, I FIGLI RUBATI DALLO STATO.
E LUI, CHE PER VENDICARSI, SI LANCIA IN UN'IMPRESA FOLLE E DISPERATA:
SEDURRE DUECENTO SVIZZERE... È LA TRAMA DEL ROMANZO D'ESORDIO
DI MARIO CAVATORE, «IL SEMINATORE». A CONSIGLIARLO È UN ALTRO
SCRITTORE, CHE QUI SI ISCRIVE ALL'ALBO DEI «SEMINATORI», APPUNTO
Parti per il servizio militare. A casa tua viene la polizia, porta via i tuoi figli per affidarli a istituti, a famiglie. Te li tolgono per sempre. Tua moglie reagisce, la uccidono. Che cosa hai fatto per meritare questo? Niente, sei uno della randagia famiglia umana degli zingari, e la legge che esegue questa procedura appartiene alla civile nazione svizzera. Di là dai confini inizia l'Europa. Il tempo, anzi il maltempo, è quello dell'espansione nazista. Di là dai confini la questione zingara è appendice dello sterminio razziale. Tu ora non hai più niente, sei chiuso in una divisa e non ti uccidi perché più forte del dolore è il sentimento di vendetta. Come puoi punire un'intera nazione, un intero codice di leggi che ti ha strappato i più preziosi affetti? Vogliono cancellare gli zingari a partire dai figli. Guasterai i loro piani: profitterai della tua sfrontata bellezza e inseminerai duecento donne svizzere, mettendo al mondo più di duecento purissimi bastardi. Erediteranno la tua vendetta e le tue forme. Te ne hanno tolti due, gliela farai pagare cento volte. Ti hanno ucciso la moglie, tu ingraviderai duecento loro donne. Questa è la storia, all'inizio cruenta, del seminatore. Non è una parabola, è un'inseminazione a tappeto, praticata consensualmente, per via di seduzione. È la storia di una vendetta civile da parte di un uomo di un popolo libero e indomito.
Non è una parabola, niente di quell'Europa lo era. È una storia dannatamente vera, di un tempo in cui la notizia scientifica del millenovecento produceva teorie sulle razze inferiori e istigava pratiche di sterilizzazione forzata contro migliaia di cittadini di nazioni civili, dalla Svezia agli Stati Uniti. Non è poi così spiazzante constatare che leggi razziali naziste sono state prese da codici di nazioni democratiche. La scienza, sempre approssimata per difetto, per un buon periodo del secolo scorso predicò l'indegnità alla vita dei non iscritti a un suo canone di sanità e purezza. Si chiamò eugenetica. La storia del seminatore, perfetto esordio di uno scrittore adulto, scorre veloce grazie a un ritmo stringato e stringente degno di paragone con Leonardo Sciascia. Una o due volte all'anno mi capita sotto i sensi un libro da raccomandare a un amico. Stavolta questo è il mio contributo alla diffusione del morbo di leggere: Il seminatore, di Mario Cavatore, editore Einaudi, 154 pagine, 11 euro. Così m'iscrivo anch'io all'onorato albo dei seminatori, anche se lo spargimento è a secco e riguarda soltanto buone letture.