incipit
"1. Africa Centrale, Ruanda, gennaio 1994
Finita la salita, vicino alla grande pietra bianca in
cima alla collina, il comandante Bébert si fermò, accaldato. Si tolse il basco, per asciugare i capelli al vento, e accese una sigaretta.
Da lassù, quando il tempo era bello e la nebbia si
diradava, si vedeva tutto il Ruanda. Ed era un bel vedere. Dietro, a nord, i grandi vulcani: il Karisimbi con la punta bianca di neve e il Visoke verdissimo. Davanti e giù i laghi e le mille colline, tutte lavorate in tondo, con le case o le capanne in cima.
Solo il rosso della laterite, nelle stradine e nelle zone
erose, faceva capire che anche questa era Africa.
Nulla era lasciato incolto, tutto sfruttato: tanto caffè,
tanto tè, poi orti e orticelli, curatissimi.
Sarebbe stato un piccolo paradiso: fertile, non troppo
caldo, umido il giusto. Se non avessero esagerato.
Bébert scosse il capo, arrabbiato.
Non lasciavano riposare la terra, nessuna rotazione
delle colture, niente maggese, e i grandi alberi tutti tagliati per far legna da ardere.
A ogni acquazzone qualche pezzo di terreno fradicio
se ne scivolava a valle: dovevano andarselo a riprendere, con le ceste, per rifare le terrazze."
quarta di copertina
Per amore di una bellissima donna tutsi, dopo una vita da cane sciolto Bébert si è messo in testa di fare il vignaiolo in Ruanda, «la Svizzera d’Africa». Siamo nei primi mesi del 1994: il genocidio è alle porte.
Elsa vive a Bruxelles e, con il suo affetto non ricambiato, cerca di aiutare un uomo che ha perso la memoria e la voglia di recuperarla.
P’tipò ha visto l’orrore ma ha trovato una donna senza la quale la vita non vale più la pena di essere vissuta.
Tre esistenze diverse e lontane destinate a incrociarsi in un’amara catena di amori impossibili, di fronte alla tragedia della storia.
Mario Cavatore è nato a Cuneo nel 1946. Il suo primo romanzo, Il seminatore, è stato pubblicato da Einaudi nel 2004.
risvolto
Umberto Narello detto Berto ha «una faccia da ribelle, col ciuffo di traverso» nella vecchia fotografia di classe che lo ritrae bambino a Monforte d’Alba. Pochi anni più tardi il destino lo porterà a scappare in Francia, ad arruolarsi nella Legione straniera, a fare il mercenario, e infine, stanco di guerre, a cercare riposo in Ruanda, per amore di una bellissima donna tutsi.
Elsa invece lavora a Bruxelles, come assistente sociale, e s’imbatte in un «caso» che la tocca come nessun altro: quello di Léon, un giovane etologo che pare aver perso insieme alla memoria la voglia di vivere.
Nell’arco temporale di un anno, il 1994, queste tre vite così diverse casualmente s’incrociano e si confrontano, anche nell’orrore: perché il 1994 è l’anno del genocidio, uno dei più atroci che la storia ricordi. In circa cento giorni vennero massacrate sistematicamente a colpi di machete e bastoni chiodati quasi un milione di persone appartenenti alla minoranza etnica tutsi.
Mario Cavatore, come già nel suo primo romanzo, sa ricondurre con forza la Storia alle storie di singoli uomini, e restituire prima di tutto dei destini, grazie a una narrazione scarna e a un montaggio serrato. Al centro del racconto ci sono sempre individui che hanno un sogno destinato a incrinarsi contro il mondo. Individui che vanno raccontati, perché hanno davvero qualcosa da raccontare.
la postfazione che non c'è: 
Depositata qui per i volenterosi.
Abbiamo preferito toglierla dal volume a stampa, perché troppo lunga per un romanzo così breve e ripetitiva di alcuni concetti già espressi durante la narrazione.
RINGRAZIAMENTI
Un caloroso ringraziamento a:
Mario Bosonetto e la sua famiglia, che mi hanno concesso il loro rifugio montano per tutta l'estate 2007 e parte del 2006.
Francesco Milanesio, che nella primavera 2006 mi ha ospitato nella sua casetta in collina, a Narbona.
Gianni e Piera Ballette, che mi hanno ospitato a Bruxelles e mi hanno aiutato a conoscerla.
Ma molti altri amici mi hanno seguito affettuosamente durante i tre anni di gestazione di questo libretto, e qui voglio ricordali, in rigoroso ordine alfabetico:
Piero Arese
Bruno Arpaia
Marco Basso
Mauro Bersani
Carla Boetti
Ivo Borello
Alberto Bosi
Enrica Cavallo
Guido Cavatore
Renata Cerutti
Flavia Cerutti
Claudio Conti
Piero Dadone
Monica Deriva Film
Edo Di Muro
Maria Pia Fietta
Paola Gallo
Luciano Gastaldi
Dario e Chiara Ghibaudo
Paolo Giaccone
PierPaolo Giorsetti
Donata Inglese
Antonio Lombardo
Luciano Manuzzi
Nicoletta Marini
Silvia Martina
Evelyn e Giorgio Martinotti
Max Mellano
Dalia Oggero
Ilio Pacciani
Nadia e Giorgio Pallavicini
Bruno Quarti
Sergio Re
Giuseppe Renda
Marco Revelli
Cristina Ricchiardi
Pierfranco Risoli
Amelia e Silvio Rosso
Gabriella Sarale
Renza Sasso
Luigi Schiffer
Ezio Tassone
Paola e GianMaria Testa
GianMario Villalta
Shelley e Saverio Volpi