La storia di Lubo, raccontata da Mario Cavatore nel
romanzo “Il seminatore” (Einaudi, 2004), ispira il nuovo progetto
radiofonico di Sergio Ferrentino: “Svergognando la morte”, prodotto
dalla RTSI e trasmesso dalla Rete Due il 19 gennaio, in diretta
dall’Auditorium della Radio Svizzera e in video
streaming.
Al centro del racconto un tema delicato, forse cruciale per la
storia di quel periodo: il rapporto tra giustizia e leggi dello
stato; per questo è ambientato in un tribunale, dove un giudice, un
commissario e una serie di testimoni ricostruiscono gli avvenimenti
scaturiti dalla “semina” di Lubo.
Giudicare, in casi così complicati, quando ci si trova schiacciati
tra le leggi scritte del codice e quelle non scritte della
coscienza, è un compito difficile. Anche il pubblico che assisterà
al radiodramma dovrà scegliere da che parte stare, quali leggi
seguire e potrà intervenire nel racconto, esprimere a seconda dei
casi dissenso, rabbia, favore, sdegno. Un microfono speciale
catturerà ogni suono immergendo gli ascoltatori in un vero e proprio
“spazio acustico”.
Anche da casa è possibile godere dell’effetto collegando un paio di
cuffie stereo alla radio, al telefonino, agli altoparlanti per
trovarsi “oltre la stereofonia”. Un certosino lavoro sul suono
impreziosito dalla colonna sonora originale di Geza Hosszu-Legocky,
enfant prodige, virtuoso del violino, improvvisatore, leader di
un’orchestra piccola e scatenata, compositore e… rom di cittadinanza
elvetica.
Qualche altro rom si è fermato svizzero, ma i tempi sono cambiati.
O no?